venerdì 28 settembre 2012

Il profumo del mosto .. I Cuddiridduzzi


Carissimi amici,
oggi vi presento una ricetta settembrina tipica della provincia di Ragusa. 
Settembre è infatti il mese della raccolta dell’uva e la tradizione voleva che questa venisse portata al palmento e lavorata con l’impiego esclusivo dei piedi. Una tradizione che riuniva intere famiglie accomunate dall'obiettivo della vendemmia.
Giornate di duro lavoro rallegrato da canti e danze e riti che ricordiamo grazie ai racconti dei miei nonni. Tutto ciò mi riconduce al magnifico film “Il profumo del mosto selvatico” che ho scoperto essere stato tratto dal film italiano anni '40 "Quattro passi tra le nuvole".  Li conoscete, non è vero?!
Ancora oggi le famiglie portano il raccolto al palmento dove l'uva viene macinata in appositi macchinari e quindi pressata al fine di far fuoriuscire il dolcissimo succo che prende il nome di mosto. Ovviamente si ricorre al palmento soltanto per ingenti quantità di uva, diversamente si può ottenere il mosto  a casa propria semplicemente togliendo l'uva dal raspo e passandola con il passaverdure! 
Vi starete chiedendo cosa voglia dire il termine cuddiridduzzi.
cuddiridduzzi sono un dolce tipico della sicilia orientale realizzato con pasta di diversi formati- rigorosamente fatta in casa -  che viene impastata con il mosto e poi in esso cotta per 30 minuti abbondanti. 
Una pietanza quindi che porta il sapore della terra e il sudore dei campi e accompagna i ragusani per tutto il resto della loro vita, come il panettone a Natale, per noi fare i cuddiridduzzi a settembre è un appuntamento immancabile. 
A casa mia ogni anno in questo periodo prima dalle mani di  mia nonna, poi  da quelle di mia mamma e infine dalle mie (ma con la supervisione di mia mamma!) nascono i cuddiridduzzi
Vi dicevo che si tratta di un dolce, in realtà data l'eccezionalità dell'evento con cui si prepara, i cuddiridduzzi vengono preceduti da pietanze semplici e leggere in modo da lasciar ampio spazio al dolce e anticamente venivano addirittura serviti come piatto unico, sostitutivo della pasta. 
Difficoltà: media
Cottura: 30 minuti
Preparazione: 2 h + 6 ore di riposo
Costo: basso 

Ingredienti:
3 litri di mosto
3 cucchiai da minestra di cenere
400 g di semola rimacinata di grano duro Molino Chiavazza
250 ml di mosto
200 g di mandorle spellate Eurocompany
Cannella 1 o 2 cucchiaini da caffè
Chiodi di garofano 1 presa
Cardamomo 1 presa

Il mosto
La prima cosa da fare è portare il mosto a ebollizione e lasciarlo quindi sobbollire per un paio di minuti. Non appena si fredda va aggiunta la cenere, si mescola per bene e si lascia riposare per almeno 6 ore.
Trascorso il tempo del riposo, abbiamo filtrato il composto con un canovaccio a trama stretta al fine di eliminare i residui della cenere nonché i vinaccioli. A questo punto, mettiamo da parte il mosto che ci servirà come liquido di cottura della pasta e dedichiamoci alla preparazione della pasta. 

I cuddiridduzzi
Su un piano di lavoro adeguato - noi usiamo sempre lo scanaturi ovvero un piano di lavoro in legno, che utilizziamo esclusivamente per la panificazione - abbiamo disposto la farina a fontana e al centro di essa abbiamo versato 200 ml di mosto e lavorato il composto a mani nude fino a ottenere un panetto dalla consistenza soda e liscia e, una volta pronto per evitare che,  durante la realizzazione della pasta, il panetto si asciugasse, lo abbiamo avvolto nella  pellicola da cucina. 

Abbiamo diviso il panetto in piccole porzioni spesse circa 2 cm e abbiamo tirato la sfoglia con la macchinetta, quindi abbiamo ricavato delle striscioline che abbiamo tagliato a pezzetti larghi 2 cm.

A questo punto si procede a realizzare la pasta in vari formati, uno dei quali viene ottenuto usando una normale forchetta da cucina sulla quale si tira la pasta premendola con indice e medio. 




Una volta terminata la preparazione 



della pasta, abbiamo portato il mosto a 



ebollizione in una pentola dai bordi alti 



e abbiamo fatto cuocere la pasta per 



circa mezzora.



A fine cottura, il mosto si è


addensato trasformandosi in una 


deliziosa cremina leggermente  


densa.

Senza scolarla, abbiamo suddiviso 


la pasta in 4 piatti, aggiunto le 


spezie (cannella, chiodi di garofano 


e cardamomo) e infine le mandorle 


precedentemente spellate e tostate. 


Per gustarli al meglio serviteli caldi o tiepidi appena! La nostra cena è pronta, vi lascio alle immagini  e vi auguro buon appetito!






Con questa ricetta partecipo al Contest indetto dal Molino Chiavazza "Paste Regionali Parte III"
e al contest di Ely del blog Nella Cucina di Ely "Colora il tuo autunno" 

al contest di Vale del blog Una fetta di paradiso "Il dolce della tua nonna, oggi come ieri".







al contest di Monica del blog "L'Emporio 21" organizzato in collaborazione con l'azienda Mercato del Gusto

e al contest "La Sicilia in tavola" di Gioia del blog In cucina con Gioia 







26 commenti:

  1. Le tradizioni mi affascinano tantissimo!!
    E poi le ricette sono tutte buone ed hanno dei profumi unici!
    Sei stata bravissima!
    Un abbaccio.

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  2. Questa non la sapevo, mia madre prepara la mostarda, che diciamo è solo liquido, cotta con la cenere ed è buonissima....immagino la tua. Complimenti

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    1. Ciao Gessica, nel ragusano oltre alla mostarda o mostata o mustata che dir si voglia, facciamo anche questa pasta buonissima impastata con il mosto e poi anche cotta nel mosto. ti assicuro che è deliziosa!

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  3. Caspita Serena..bellissimi ! Ma sai che non li ho mai sentiti ? E' bellissimo il mantenere vive le tradizioni :)
    Ti abbraccio e ti auguro un buon week end!

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  4. per prima cosa,benvenuta !!Poi la ricetta è fantastica ed è bella l'introduzione.grazie mille per essere passata da me e per avermi donato questa bellissima ricetta per il contest!
    Un abbraccio
    Monica

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    1. ciao monica,è un vero piacere poter partecipare al tuo contest, anche perchè se non fosse stato per il contest, forse avrei conosciuto il tuo blog molto più tardi .. quindi sono io che ringrazio te!

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  5. Ciao Serena, mi hai messo il link della ricetta? Vedo che partecipi al mio contest...onorata!!!
    Un abbraccio,
    Vale

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  6. non conoscevo questa ricetta pur essendo Siciliana,chissà quanto deve essere buona

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    1. ciao franca, sì è tipica del ragusano ma provala, perchè è buonissima!

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  7. Una ricetta particolare, gustosa e soprattutto come da tradizione. Stupenda!!!!!

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    1. ciao giovanna, quindi la conosci?! Sono buoni, vero?!

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  8. Sereeeee l'ho inserita e scusami per la sbadataggine acuta che imperversa in questi giorni in me!
    Vale

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    1. hihihi tranquilla .. il pre w-end è tremendo per tutti!!! baci baci

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  9. Ciao Serena e grazie per la ricetta ma non trovo l'ingrediente passato che serve per partecipare a questa categoria, ora provo a rileggere mi dici quale è per favore? Grazie mille!!!! Baci

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    1. ciao ely, ti ho risposto direttamente alla tua pagina .. fammi poi sapere se è tutto ok! un abbraccio

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  10. Grazie per la ricetta!! E soprattutto per il racconto... sono sapori, e lavori, d'altri tempi!! E' bello sapere che ancora c'è chi porta avanti queste ricette ;-)

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    1. ciao gioia, grazie a te! Raccontarsi era doveroso, oltre che un vero piacere aver portato in luce tanti ricordi e amenità dimenticate. Spero che la ricetta ti piaccia, ad ogni modo tramite il contest - peraltro insolito - ho avuto il piacere di conoscere te e la tua pagina e questo è quel che conta maggiormente! Buon inizio di ottobre,
      serena

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  11. Anche qui la vendemmia riunisce tutti !!! Io amo l uva e tutto quello che si ricava da essa:)
    Questa prelibatezza però' non la conoscevo né assaggerei volentieri un po' :)
    Baci

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    1. Allora il prossimo settembre, sarete ospiti miei! :)

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  12. Complimenti per la vittoria!!!!!

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    1. Grazie Sandra, complimenti anche a te!

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  13. Complimenti anche a te! Non conoscevo questo tipo di pasta: mi sembra fantastica anche se credo che richieda un'infinità di pazienza!

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  14. ciao, complimenti anche a te per la vittoria, ricetta molto particolare

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  15. Felicissima di conoscere un'altra Siciliana DOC e che Siciliana sei bravissima Serena! sono Siciliana anch'io e mi unisco senza indugio a te non voglio perderti di vista,spero avrai piacere di fare lo stesso.Un applauso per questa fantastica ricetta e per il post che hai scritto,hai reso sognante una nostra bellissima tradizione.
    buona Domenica da Zagara & Cedro.
    zagaraecedro.blogspot.com

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